giovedì 5 aprile 2012

Cappuccetto Rosso e i soliti burocrati

Oggi voglio raccontarvi una storia vera, ambientata in un grande labirinto con un eroe inconsapevole e malato e la sua famiglia che, con il supporto di molti amorevoli aiutanti, supera avversità e maghi cattivi per riuscire a salvarlo e salvarsi.
Il labirinto visto dall'esterno aka Il profilo dell'Ospedale di Cisanello
Avverto i lettori più sensibili che si troveranno di fronte a mostri cattivi che tenteranno di sviare i nostri eroi con menzogne e ambigue indicazioni che vi faranno temere il peggio.
Ma voglio anche rassicurarvi: si svolge in Italia dove tutto finisce sempre bene, a patto di avere un'infinita pazienza, ore e ore da sottrarre al vivere sereno e uno o più aiutanti magici dalla vostra parte.

Ma andiamo a cominciare, i nostri piccoli lettori si mettano comodi.


L'ingresso nel labirinto aka Il Pronto Soccorso
C'era una volta un signore molto molto vecchio e molto malato, accudito con amore dalla signora moglie un po' meno vecchia, ma non troppo. Entrambi seguiti da una dottoressa come poche ne esistono ancora: gentile, paziente, competente, seria e scrupolosa.

Un venerdì sera qualsiasi, il signore molto molto anziano accusa improvvisi e gravi problemi di respirazione. La signora moglie chiama il 118 e anche la giovane nipote. In men che non si dica arriva l'ambulanza della Pubblica Assistenza (PA) con due santi a bordo (prima menzione d'onore ai volontari della PA).

I nostri eroi arrivano infine al Pronto Soccorso dell'Azienda Ospedaliero Universitaria di Pisa. Medici e infermieri si informano delle condizioni (seconda menzione d'onore).

Dopo sole 3 ore di attesa gli esami sono stati fatti, la criticità è stata risolta e il signore molto molto anziano viene ricoverato nel soprastante reparto di Medicina d'urgenza.

Il cuore del labirinto aka Il reparto di Medicina d'urgenza
I nostri eroi salgono al reparto per un secondo consulto medico e alcune informazioni essenziali.
Un pazientissimo infermiere (terza menzione d'onore) compila un plico di fogli che nemmeno un notaio, scindendo mirabilmente le informazioni dai lunghi racconti della signora moglie.

Dovrebbero poi, i parenti, consultarsi con il medico di turno, la quale però li liquida in un brevissimo tempo chiedendo la lista dei farmaci e avvertendo della gravità della situazione.

Nei soli 2 minuti di consulto riesce a svelare la sua identità: è in realtà la strega cattiva. Infatti saluta la signora moglie dicendo: Signora, spero di vederla domani. Forse non le bastava aver sottolineato 5 volte in 60 secondi che la situazione era gravissima.

La giovane nipote accompagna quindi a casa una gravemente turbata signora nonna.

Il secondo giorno aka Il labirinto si allarga
La mappa del labirinto aka La cartina - nascosta - dell'Ospedale
La mattina dopo la giovane nipote, ormai perfettamente calata nel ruolo di una coscienziosa cappuccetto rosso, torna nel labirinto per sbrigare le pratiche di ricovero.

A sua spese scopre le insidie nascoste di quell'impervio luogo: a quanto pare sapere di doversi recare all'edificio 30 non bastava.

Perché esistono un edificio 30A e un 30E (con tutti quelli nel mezzo). Vero che è tutto segnalato con grande perizia, ma entrare dalla porta sbagliata le era costato caro. Com'era successo il giorno prima per l'ingresso al Pronto Soccorso (guai a fidarti di chi dice Sempre Dritto). E come le sarebbe costato, giorni dopo, nella disperata ricerca della farmacia dell'ospedale.

Ma per sua fortuna anche in quell'occasione trovò aiuto:


Le dimissioni aka L'illusione dell'uscita dal labirinto
Il signore molto molto anziano, nel frattempo, si era mirabilmente ripreso. Con la capacità di recupero di un adolescente! Arriva quindi il giorno della dimissione.

Tra lo stupito e il preoccupato (persistevano, infatti, problemi di alimentazione), le due eroine ascoltano con attenzione le raccomandazioni di medici e infermieri.

Sono le 13.30 e i medici dicono di attendere l'arrivo dell'ambulanza. Nell'attesa le due leggono il foglio di dimissioni e si pongono alcune domande.
Tra queste una che girano prontamente all'infermiera presente:
Ma le sacche per l'alimentazione tramite Sondino Naso Gastrico (SNG), dove le prendiamo?
La risposta è semplice: è compito del medico curante avviare la richiesta all'organo competente.

La signora moglie è molto rassicurata, soprattutto perché conosce l'accortezza della già citata dottoressa.

Finalmente, alle ore 17.00 (!!!), arriva l'ambulanza per portare a casa il signore molto molto anziano (quarta menzione d'onore per i volontari sempre della PA).

Tutti a casa, un po' scombussolati, ma rasserenati, i molteplici eroi di questa vicenda sono lieti che si sia conclusa nel migliore dei modi.

Ma scopriranno presto che non è così.

Attribuzione di competenze aka Le menzogne dei malvagi
Il giorno successivo arriva la visita della competente e paziente dottoressa di famiglia che avverte la signora moglie che per la nutrizione tramite SNG è necessario che la richiesta arrivi dall'ospedale e lei non può fare nulla.

La signora moglie, un po' scoraggiata, ma non vinta, decide di telefonare al reparto di Medicina d'Urgenza e chiede delucidazioni. Una gentile infermiera le dice di andare il giorno seguente all'ora del passo e che tutto si risolverà.

Lo scoglio burocratico aka L'ultima impresa dell'eroe
E così torna il momento della giovane nipote che, solerte e organizzata, si presenta all'ora del passo nel suddetto reparto e, paziente, si mette in fila per conferire con il medico.

Dopo soli 45 minuti conferisce. Le viene detto che è compito del medico curante e lì in reparto non è possibile fare nulla. Probabilmente spaventato dal fiammeggiare d'odio negli occhi della giovine eroina, il dottore in questione le consiglia di recarsi in fondo al corridoio per provare a chiedere a un collega.

A questo punto tenta di spiegare il tutto a uno specializzando intento a fotocopiare. La cui reazione non è esattamente cortese.

Per fortuna (dello specializzando, ovviamente) una santa infermiera riconosce il caso e prende sotto la sua ala protettiva la ragazza (quinta menzione d'onore).

E così la giovane nipote si trova in mezzo a un'infermiera (che aveva già finito il turno, ma non la abbandonava), una dottoressa che finalmente si era posta il problema che il fatto che non l'avessero mai fatto non significava che non fosse un loro compito e una giovane specializzanda incredibilmente paziente (sesta e settima menzione d'onore).

Quello che serviva era un semplice modulo da compilare.

Per ottenerlo la specializzanda e l'infermiera stettero un'ora al telefono collezionando solo nuovi numeri e nuovi nomi da contattare. Infine la specializzanda, fortemente sconfortata, informa la giovane nipote che dovrà tornare in un secondo momento per avere il modulo che lei, in qualche modo, si sarebbe procurata.

Vedendo disperazione e sconforto impossessarsi della giovine, decide di fare un ultimo tentativo.  

Tipicamente italiano. 

Chiama un amico che sta in un altro reparto. In 3 minuti il modulo arriva via fax, viene compilato e la ragazza torna dalla signora nonna che ormai pensava fosse stata mangiata dal lupo.

Ecco un filmato delle vicissitudini della giovane nipote al Reparto di Medicina d'Urgenza:

1 commento:

  1. Complimenti per l'avvincente narrazione! Fotografa perfettamente la malaburocrazia, le abitudini mentali sclerotizzate e anche i punti di qualità dell'organizzazione e di dedizione del personale.
    Il testo andrebbe mandato alla direzione dell'ospedale e, in sintesi, alle cronache locali dei giornali. Ma certo in sintesi perderebbe non poca efficacia...

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